Parlare di Elon Musk significa parlare di un uomo che ha ridefinito il concetto stesso di ricchezza.
Nato il 28 giugno 1971 a Pretoria, in Sudafrica, da padre sudafricano e madre canadese, ha costruito un impero che spazia dalle automobili elettriche ai razzi spaziali, passando per l’intelligenza artificiale e le interfacce cerebrali.
Il patrimonio da record
I numeri legati alla sua fortuna hanno raggiunto vette mai viste prima. Nessun altro imprenditore nella storia moderna è riuscito ad accumulare una simile concentrazione di ricchezza personale, distribuita su settori così diversi e tecnologicamente all’avanguardia rispetto al resto del mercato.
Secondo Forbes, Musk è diventato il primo trilionario della storia il 12 giugno, quando SpaceX è entrata in borsa aprendo la sua prima giornata a una valutazione vicina ai 2.000 miliardi di dollari, con Musk proprietario del 38% della società.
Le stime variano leggermente a seconda della fonte, ma restano comunque astronomiche. Gran parte di questa fortuna non è liquida: si tratta di partecipazioni azionarie il cui valore oscilla ogni giorno seguendo l’andamento dei mercati e l’entusiasmo degli investitori verso le sue aziende.
Uno stipendio senza precedenti
Il modo in cui Musk viene retribuito da Tesla è unico nel panorama aziendale mondiale. A differenza della maggior parte degli amministratori delegati, il pacchetto retributivo approvato per Musk non prevede alcun salario fisso: la sua remunerazione è interamente legata ai risultati.
Nessuno stipendio mensile tradizionale, quindi, ma un premio potenziale enorme. Questo modello riflette la filosofia stessa dell’imprenditore, convinto che il compenso di chi guida un’azienda debba dipendere esclusivamente dal valore effettivamente creato per gli azionisti e non da garanzie contrattuali.
La cifra in gioco è vertiginosa e ha fatto discutere il mondo intero. Durante l’assemblea annuale degli azionisti di Tesla si è votato su un nuovo pacchetto retributivo potenzialmente da 1.000 miliardi di dollari, e nonostante alcune opposizioni la proposta è passata con oltre il 75% di approvazione.
Obiettivi quasi impossibili
Per incassare quella somma da capogiro, Musk dovrà centrare traguardi che sfiorano l’irraggiungibile. Non basterà mantenere lo status quo o crescere in modo graduale: servirà un’espansione tanto rapida da riscrivere completamente le dimensioni attuali dell’azienda in un arco di tempo relativamente breve.
Secondo TheStreet, riceverà i 1.000 miliardi soltanto se riuscirà a spingere la capitalizzazione di Tesla fino a 8.500 miliardi di dollari, mentre il valore attuale si aggira intorno ai 1.500 miliardi, il che richiede una crescita delle azioni di circa il 560%.
Il piano è strutturato in tappe successive, ciascuna con soglie ben precise da superare. Il pacchetto è composto interamente da opzioni azionarie suddivise in tranche, e ogni tranche matura soltanto se Tesla raggiunge simultaneamente specifici obiettivi di fatturato, di margine operativo e di capitalizzazione di mercato.
Le grandi imprese e gli investimenti
Il portafoglio di Musk è un mosaico di aziende ambiziose e visionarie. Oltre a Tesla e SpaceX, controlla xAI, la sua società di intelligenza artificiale, e Neuralink, dedicata alle interfacce tra cervello e computer.
L’obiettivo dichiarato di Neuralink è creare un chip cerebrale, e dopo i test sugli animali l’azienda ha avviato le sperimentazioni sull’uomo nel 2023, impiantando un dispositivo chiamato Telepathy. L’idea è consentire alle persone con gravi paralisi di controllare computer e dispositivi con il solo pensiero.
La fusione tra le sue creature ha moltiplicato il valore complessivo dell’impero. SpaceX possiede sia X che xAI in seguito a una fusione che avrebbe valutato xAI 125 miliardi di dollari e SpaceX 1.000 miliardi di dollari.
L’acquisto folle di Twitter
Nessuna operazione ha fatto discutere quanto l’acquisizione della piattaforma social. Musk ha comprato Twitter per 44 miliardi di dollari nel 2022, in un affare controverso, portandosi dietro 13 miliardi di debito come parte della transazione. Un’operazione impulsiva agli occhi di molti, ma rivelatasi poi strategica.
Il destino di quell’investimento ha seguito un percorso sorprendente attraverso vari passaggi societari. Musk ha ceduto X alla propria xAI in un accordo da 33 miliardi di dollari, che valutava xAI 80 miliardi e X 33 miliardi.
Un modo elegante per riportare i suoi investitori vicini al punto di partenza, trasformando una scommessa rischiosa in una partecipazione in una startup di intelligenza artificiale in piena ascesa. Se ti interessa il tema delle grandi fortune, potresti scoprire anche quanto guadagna MrBeast o quanto guadagna Cristiano Ronaldo.

