Nel panorama del calcio italiano ci sono figure che restano nell’ombra eppure diventano simboli di attaccamento e fedeltà. Carlo Pinsoglio è uno di questi: portiere di riserva della Juventus, amatissimo dallo spogliatoio, capace di trasformare un ruolo silenzioso in una carriera lunga e sorprendentemente redditizia.
Molti tifosi si chiedono come faccia un giocatore che scende raramente in campo a guadagnare cifre importanti e a costruire un patrimonio solido. In questo approfondimento analizziamo lo stipendio, le entrate accumulate negli anni e le curiosità legate alla vita del portiere piemontese.
Chi è Carlo Pinsoglio
Nato a Moncalieri nel 1990, Pinsoglio è cresciuto calcisticamente proprio nel torinese. Gli scout della Juventus lo hanno individuato molto presto, andandolo a pescare nella squadra giovanile del Moncalieri quando militava ancora nella categoria dei pulcini, per poi inserirlo nelle giovanili bianconere.
Prima di stabilizzarsi a Torino, il portiere ha vissuto diverse esperienze formative altrove. Dopo le giovanili tra Moncalieri e Juventus, ha collezionato varie esperienze nelle leghe minori con Pescara, Vicenza, Modena, Livorno e Latina, prima di vestire stabilmente la maglia bianconera dal 2017. Un percorso lungo e paziente.
Queste tappe nelle serie inferiori sono state fondamentali per la sua crescita. Nelle piazze di provincia ha imparato a gestire la pressione, a convivere con la concorrenza e ad accettare periodi difficili.
Quanto guadagna Pinsoglio oggi
La domanda che tutti si pongono ha una risposta abbastanza chiara. L’accordo raggiunto con la Juventus ha stabilito la cifra di 300.000 euro netti per ogni singola stagione disputata con la maglia bianconera, corrispondenti a circa 560.000 euro lordi secondo i dati del portale specializzato Capology.
Nel confronto con i compagni, però, la sua posizione appare umile. Si tratta del calciatore con l’ingaggio più basso della rosa, un dettaglio che dice molto sul suo profilo. Prendendo come esempio l’ingaggio di Vlahovic, la differenza risulta davvero sostanziale.
Anche rispetto agli altri portieri il divario è netto e racconta la gerarchia interna. Per quanto riguarda in modo specifico i portieri, Di Gregorio percepisce 1,8 milioni di euro e Perin ne guadagna 1,5. Pinsoglio resta dunque ben distante dalle cifre dei colleghi di reparto più titolari, come ad esempio quelle di Gianluigi Donnarumma.
Il patrimonio accumulato
Una carriera trascorsa quasi interamente nello stesso club ha permesso a Pinsoglio di mettere da parte una somma considerevole, evitando i costi e le incertezze che comportano i continui trasferimenti da una città all’altra, con tutte le spese di traslochi, adattamenti e nuove sistemazioni familiari.
Secondo il portale Tribuna, lo stipendio è di 300.000 euro netti all’anno, con l’eccezione del primo anno in cui ne incassò 200.000, e in nove stagioni con la maglia bianconera ha già incassato 2,6 milioni.
Le stime sul patrimonio complessivo variano a seconda delle fonti consultate. Il portale Salary Sport indica un patrimonio netto pari a circa 4,5 milioni di sterline, una cifra che tiene conto degli anni di contratto, dei bonus e delle entrate accessorie legate alla lunga militanza al vertice del calcio italiano.
Investimenti e curiosità
Sul fronte degli investimenti, Pinsoglio è una figura riservata e non esistono notizie certe su affari immobiliari o partecipazioni in aziende. La sua immagine pubblica resta legata soprattutto al campo, alla vita di spogliatoio e al ruolo di uomo squadra apprezzato da compagni e allenatori.
C’è però un episodio curioso che lo lega a una delle stelle più famose del pianeta. Divenne uno degli amici più stretti di Cristiano Ronaldo dopo il suo arrivo a Torino, in particolare quando Pinsoglio decise di sottoporsi a un trapianto di capelli nella clinica portoghese del campione.
Questa amicizia racconta bene la personalità del portiere, capace di conquistare la fiducia anche dei campioni più esigenti. Non a caso è spesso protagonista di siparietti simpatici sui social, gesti spontanei e momenti di allegria che mostrano un uomo tanto sereno quanto capace di alleggerire la tensione del gruppo.
Perché la Juventus continua a puntare su di lui
La longevità di Pinsoglio a Torino si spiega con motivazioni che vanno oltre le prestazioni sul terreno di gioco. Oltre a scaldare il seggiolino con i compagni, è considerato un grande motivatore, uno che fa spogliatoio e che dà consigli, un collante prezioso all’interno del gruppo squadra.
In un ambiente competitivo come quello di un grande club, la presenza di una figura equilibrata e positiva vale quanto un buon acquisto sul mercato. Pinsoglio conosce ogni angolo della società, i suoi ritmi e le sue dinamiche, e sa trasmettere questa esperienza ai compagni più giovani appena arrivati.
Il suo ruolo diventa ancora più importante quando arrivano portieri stranieri o giovani promesse. In quei casi diventa una guida discreta, capace di spiegare le abitudini dell’ambiente, i rapporti con lo staff tecnico e le aspettative di una piazza esigente come quella bianconera, gestita da tecnici come Antonio Conte.

